le parole sono niente. sono tutto.
sono vuote e leggere da volare via.
sono zavorra che ti sprofonda.
mi hanno fatto crescere,
ma ho imparato a diffidarne.
per esorcizzarle ci lavoro accanto.
a volte contro. sempre in mezzo.
cerchi di usarle al meglio,
pesandone il valore, la pericolosità.
pensi di avere imparato anche ad accoglierle
levando quello che non serve,
guardando al di là del loro significato, in caso.
e poi un giorno.
un giorno chi ti è vicino non sa usarle,
non ha imparato il loro peso,
solo che tu non riesci a prendere le distanze.
e come un domatore troppo sicuro
prende troppi rischi e si fa ferire
anche io ho abbassato la guardia.
e ora raccolgo i pezzi di me.
e di quella mia sicurezza ancora troppo fragile.
enjoy the silence.