volevo fosse l'anno della tranquillità.
le radici che avevo messo sembravano prendere.
avevo trovato il mio posto, mi dicevo.
stavo ritrovando e ricostruendo dei punti di riferimento.
vecchie passioni e nuovi interessi.
poi una sera una birra dopo un film.
lunghi discorsi con qualcuno che un po' mi somiglia, che un po' (parecchio) mi affascina.
e sentire certe parole dalla sua bocca hanno risvegliato in me
le stesse domande sopite, le stesse questioni che credevo risolte.
l'irrequietezza è tornata.
per ora ha una voce debole, la sento ma non mi disturba.
eppure la conosco troppo bene per sottovalutarla.
è la stessa voce che un giorno mi ha fatto andare via davvero.
so che mi scaverà dentro fino al giorno in cui arriverà alla luce.
è la voce che mi sussurra che quello che ho non può bastarmi
perché là fuori c'è ancora tanto da conoscere.
da vedere, da vivere.
che fermarmi sarebbe rinunciare a cercare.
che a ogni scelta di stabilità sacrifico mille mondi sconosciuti.
e lo so che a me dovrebbe bastare quello che mi sto costruendo,
ma ho paura che un giorno non riuscirò a resistere
alla voce della sirena che mi porterà di nuovo via.