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24 février 2013 7 24 /02 /février /2013 23:45

che alla fine scrivo soprattutto quando

non so come rigirarmi.

e allora forse è meglio se non scrivo spesso.

 

il vento gelido mi fa lacrimare gli occhi

mentre torno a casa sotto la neve,

mi ficco sotto il plaid mi faccio un thè

e metto a fare (e disfare) la maglia.

di colpo mi sento vecchia.

 

è quello che volevo ?

ritrovarmi sul divano con i ferri e la lana ?

 

attraverso il mio periodo asociale.

non ho voglia di uscire, di vedere gente, di far niente.

solo che a questi miei periodi si associa anche

la sindrome della piccola fiammiferaia:

nessuno mi vuole, non ho vita sociale,

morirò zitella.

 

sia ben chiaro, se poi mi propongono una serata

tendenzialmente poi rifiuto, perché appunto

sono in fase asociale.

 

quindi ascolto un po' di jazz

e riprendo i ferri perché mi svuotano la testa.

che i prossimi giorni in realtà

sono pieni di amici da incontrare.

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29 janvier 2013 2 29 /01 /janvier /2013 10:36

buon compleanno.

vorrei potertelo dire di persona,

non posso che scriverti due parole banali

cui non risponderai.

 

non ti amo più.

non si può amare chi non c'è,

qualcuno i cui occhi, le cui risate

sono lontani da troppo tempo.

eppure resterai l'unico.

eppure ogni volta che ritrovo i tuoi lineamenti

in un qualsiasi sconosciuto il cuore mi si ferma ancora.

 

posso vivere ed essere felice

anche con la tua assenza

e non credevo fosse possibile.

non ti amo più

eppure a parlare di te

ancora un nodo mi stringe alla gola.

 

oggi ti addormenterai con un anno di più

e non sarò lì a sentirti respirare accanto a me.

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26 janvier 2013 6 26 /01 /janvier /2013 00:26

 

vivo in bilico

e ogni tanto me lo scordo.

 

una parte di me vorrebbe mollare tutto

e vivere in un posto lontano,

dalla città dallo stress da un sistema che ci stritola.

 

e quando assaporo quella vita

per qualche tempo ci fantastico sopra.

ma non l'ho mai vissuta davvero

e oscillo un po' sul filo

ma mi basta qualche giorno per ritrovare

i miei punti di riferimento.

 

poi però a volte mi ritrovo in una grande città.

e so che ce l'ho nel sangue.

datemi un metrò e io mi sentirò a casa.

vialoni, traffico, palazzi e monumenti.

e allora cado.

cerco di aggrapparmi al filo

ma in realtà voglio cadere.

 

il ritorno è un pugno che non vedi arrivare.

al ritorno la mia vita mi va stretta.

la mia città mi va stretta...

 

ogni scelta è una vita che non vivrai.

riprendere il cammino in bilico è difficile

quando ti sembra di avere le vertigini

e ti manca la terraferma.

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20 décembre 2012 4 20 /12 /décembre /2012 21:28

 

è forse il natale. o la stanchezza.

o solo il periodo che è così.

ieri ho pensato che se il mondo finisse davvero domani

tutto sommato non sarebbe poi tanto male.

 

anche se ieri ho visto un film

che a tratti mi ha fatto ridere

che con la sua musica mi ha mozzato il fiato nelle prime scene

e mi ha commosso nel suo insieme...


 

stamattina ho fatto colazione sul divano con la mia vicina

e nonostante il cielo fosse grigio

è stato un bel modo di iniziare la giornata.

 

solo che poi arriva sera

e d'un tratto mi sento sola e non so perché.

per una volta vorrei tornare a casa

e trovare un abbraccio.

vorrei che qualcuno si occupasse

dei casini con la lavatrice al posto mio

invece di dovermi sempre occupare di ogni grana.

 

ma so che è solo la stanchezza

e che comunque domani sarò contenta

di passare la giornata alla libreria

e alla sera festeggeremo gli otto anni di apertura

e mi basterà riposarmi un po' per dimenticare questi momenti.

 

 

nel mentre metto della musica che mi ricorda le pianure scozzesi

per lasciarmi cullare dalla sua malinconia.

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29 novembre 2012 4 29 /11 /novembre /2012 00:45

la linea retta non fa per me. probabilmente mi annoia. 

dopo un po' mi devo ingarbugliare,

ripiegarmi su me stessa fino a non capire più dov'è che si esce.

 

mi complico la vita da sola,

poi sto sveglia la notte a chiedermi perché.

cerco di costruirmi delle radici 

ma mi basta scorrere qualche pagina

per mettere tutto in dubbio ancora una volta.

 

non mi sono ancora abituata al freddo che arriva

e al mattino vorrei solo restare sotto le coperte,

ma quando il vento mi impedisce di respirare

so che l'inverno mi mancava.

 

ho voglia di stare a casa tranquilla

e mi mancano le serate con gli amici.

ho voglia di tutto e non ho voglia di niente.

le sensazioni mi passano per la testa

tutte allo stesso momento e mi danno le vertigini. 

 

forse più avanti ci vedrò più chiaro.

perché ora non mi capisco proprio.

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6 novembre 2012 2 06 /11 /novembre /2012 21:15

ascolto parole lette e penso a te.

 

giornate passate a letto, senza uscire di casa.

senza quasi alzarsi.

se non per prendere qualcosa da mangiare, da sgranocchiare.

l'acqua per terra accanto a noi.

a volte la tv accesa. a volte la musica. a volte solo noi.

 

i nostri corpi sotto le lenzuola. sdraiati davanti alla finestra a fumare.

e parlare.

la tua pelle calda sotto le mie dita.

le mie gambe intrecciate alle tue. per rassicurarmi.

vedere il sole calare poco a poco.

e noi sempre lì.

 

ogni tanto mi mancano quei week-end isolati dal mondo.

quando gli altri uscivano a mangiare bere ascoltare concerti,

e la domenica sera ci chiedevano cosa avessimo fatto noi.

e io arrossivo e rispondevo *niente di che*.

per non dire.

 

ma era un altro. e non sarai tu.

e a volte mi manca tutto quello che non abbiamo vissuto.

anche se non mi manchi più tu.

 

 

fra poco potresti arrivare qui.

e io non lo so cosa pensare.

ho voglia di farti conoscere il mio nuovo mondo.

e poi penso che forse invece ci ritroveremo nel passato.

o forse sarà le due cose insieme

e per qualche giorno potrebbe essere piacevole.

ora che sono riuscita a sfuggire all'incantesimo dei tuoi occhi.

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16 octobre 2012 2 16 /10 /octobre /2012 00:27

sono seduta sul davanzale della finestra,

mi tengo al caldo avvolgendomi in una coperta.

ascolto vecchie canzoni

e d'un tratto sento lei.

 

ascolto le parole,

e tra le mani ho una cravatta, che però non ha conservato

il profumo di te.

 

*tienila come ricordo*...

come ricordo. di cosa?

di quello che non abbiamo mai vissuto?

di quello che abbiamo scoperto in fondo ai nostri occhi

dopo una vita passata senza sospettare

quello che avremmo trovato nello sguardo dell'altro?

 

o era un addio?

 

so dove trovarti, sì.

e se fosse per me prenderei l'aereo domani.

ma per cosa?

per poi lasciarti andare di nuovo.

è già stato difficile così.

 

ai tempi non sapevo.

ai tempi pensavo di essere l'unica.

per questo sono andata avanti senza pensarci.

per questo quindici anni dopo

mi sono sentita un macigno piombare addosso

quando mi sono resa conto

che eravamo in due.

 

solo che non siamo più solo in due.

 

plain gold ring on his finger he wore...

 

 

 

 


 
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12 octobre 2012 5 12 /10 /octobre /2012 15:34

il passato non sempre resta passato.

a volte te lo ritrovi davanti agli occhi.

e io cerco di aggrapparmi al mio equilibrio per non cadere. 

 

un paio di occhi che credevo di aver dimenticato
mi riportano di botto a quindici anni fa.
lui non è cambiato, quello che c'è fra noi neanche.
ma quello che c'è fra noi non l'abbiamo mai vissuto. 
e non lo vivremo mai.
lui nel frattempo si è costruito un'altra vita.

mi resta una cravatta
e le parole di lui, che prima di addormentarsi ha pensato a me.
e gli occhi gonfi mentre mi chiedo perché.
perché certe cose non sono state
e non saranno.

 

e poi un passato + recente. 
sei anni di silenzio da recuperare.

lui ora una separazione e una vita da ricostruire.
io felice lontana da qui.
e il pensiero che non avevamo + nulla da dirci.

la scoperta che invece avevamo tante parole,
accumulate negli anni senza poterle
usare. l'intimità di chi si è svegliato insieme un tempo 
che nonostante tutto resta da qualche parte
in attesa che vi ritroviate.

 

domani il passato più recente.
non ci sarà nostalgia, non ci saranno parole da dire.
non c'è il rimpianto di una vita mancata
né il rimorso di parole sbagliate.

ma sarà domani che capirò se sono 
riuscita a non cadere.  

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29 juillet 2012 7 29 /07 /juillet /2012 21:14

le parole sono niente. sono tutto.

sono vuote e leggere da volare via.

sono zavorra che ti sprofonda.

 

mi hanno fatto crescere,

ma ho imparato a diffidarne.

per esorcizzarle ci lavoro accanto.

a volte contro. sempre in mezzo.

 

cerchi di usarle al meglio,

pesandone il valore, la pericolosità.

pensi di avere imparato anche ad accoglierle

levando quello che non serve,

guardando al di là del loro significato, in caso.

 

e poi un giorno.

un giorno chi ti è vicino non sa usarle,

non ha imparato il loro peso,

solo che tu non riesci a prendere le distanze.

 

e come un domatore troppo sicuro

prende troppi rischi e si fa ferire

anche io ho abbassato la guardia.

e ora raccolgo i pezzi di me.

e di quella mia sicurezza ancora troppo fragile.

 

enjoy the silence.

 

 

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26 juin 2012 2 26 /06 /juin /2012 11:16

ci ho provato, ma un cuore non si può proteggere.

ne esce sempre un po' ammaccato.

e stavolta non solo lui.

 

avevo imparato a guardare avanti

e non mi sono accorta che tu avevi smesso di farlo...

mi ero accorta che si può stare bene

anche nella tranquillità,

ma per te non era ancora abbastanza tranquillo.

o forse troppo, non l'ho mica capito.

 

ho fatto quello che potevo,

ho ammesso alcune debolezze

e ti ho chiesto di aiutarmi.

 

e capisco ora che non mi sono mai sentita all'altezza.

non ero mai abbastanza.

 

io mi avvicinavo

e tu ti allontanavi.

 

probabilmente non avrebbe mai funzionato.

ma vallo a dire a un cuore cui avevi promesso che saresti stata attenta

e che ora ha uno sbrego in più.

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Qui Suis-Je?

  • * Rootless *

Visioni

da cornelie

 

* Rootless *

par le regard de

Cornelie

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