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19 janvier 2015 1 19 /01 /janvier /2015 16:43

una stretta di mano. qualche metro ed era tornato indietro
lasciando la sua scorta per darmi due baci sulle guance,
perché la stretta di mano era troppo formale.

cercavo il suo nome e speravo di non trovarlo.
e per giorni ho potuto vederlo parlare e spiegare.

sul momento non ti rendi conto della portata degli eventi.
poi la sera ci siamo trovati in piazza.
c'era un quarto della città con noi.


io non mi sentivo charlie, nonostante tutto.
e quanti di quelli attorno a mese fra un mese si ricorderanno.
di quello che facevano, di chi erano, di quello che difendevano.
non mi sento charlie perché non mi facevano sempre ridere.
perché per un periodo avevano giocato al limite.
perché forse ci giocavano ancora.


ma non avevo incrociato dei disegnatori.
avevo incrociato delle persone disponibili, sorridenti, gentili.
umili.


ho passato non so quanti giorni a piangere.
mi sentivo un'idiota.
parlando con amici e conoscenti mi son resa conto
che stavamo tutti così.

che chi mi stava intorno poteva essere charlie o no,
ma tutti vedevamo quello che stava accadendo.
ancora non erano sottoterra e già li facevano rivoltare.
chiese che suonavano a morto e
dittatori di mezzo mondo che sfilavano.


ma non in nome della libertà della stampa.
che molti manco sanno cosa sia.
erano lì uniti e pronti ad approfittare come carogne
per prendersi ancora un po' più di potere
sulle nostre vite. un po' più di controllo.


ho visto compagni e amici scannarsi
e mi son ritirata da tutto.
ora è il tempo del silenzio.


ma lo so che fra poco tornerà il tempo della resistenza.

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23 juin 2014 1 23 /06 /juin /2014 22:20

ci diciamo sempre che c'è tempo,
che non ci si vede da un po'
ma poi verrà il momento in cui rideremo ancora insieme
e ci si potrà conoscere meglio e frequentare di più


e poi un giorno arriva una mail.
e di tempo non ce n'è più.


non ricordavo nemmeno il tuo vero nome,
tutti ti chiamavano malib,
come malibù, il liquore.


un sabato al mese ci trovavamo
per il nostro atelier di scrittura.
tutta la giornata insieme, un pranzo condiviso
attorno a chiacchiere e risate.


un we in montagna a preparare delle letture
davanti a un pubblico
io terrorizzata mi sedevo accanto a te
che ti occupavi anche della parte musicale.


le tue tortillas ai pranzi del sabato.
una volta sei venuto in libreria per un incontro.
la festa per i tuoi 50 anni (che non ci credevo avessi già 50 anni!)
i tuoi viaggi, i tuoi racconti, il tuo lavoro di attore e clown.

oggi ho tante immagini di te che mi tornano alla mente.


e io non riesco a crederci che non ti vedrò più.
e non riesco a crederci che ho lasciato passare il tempo
senza vederti.


è tutto il pomeriggio che piove.
e va bene così.

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17 avril 2014 4 17 /04 /avril /2014 22:36

come tutti gli anni ad aprile

il primo sole e le prime scottature.

ma io ho il mio unguento danese e non temo niente.

tante cose da fare

ma son contenta di farle,

ho ripreso un po' di palestra e se non mi uccide

magari ritroverò un po' di forma,

conoscenze passeggere ma piacevoli,

un lavoro che a volte mi stanca

ma che mi permette talmente spesso di fare incontri interessanti...


risate manifestazioni sorrisi

sguardi da lontano

un braccio stretto in vita durante la danza

un pranzo improvvisato in riva al fiume

una chiacchiera fra amici seduti a un tavolino


attraverso il ponte e il cielo mi rapisce la vista

coi suoi colori. l'acqua rimane color del pastello

così tipico della mia città.

e ogni sera ripeto la stessa frase

*ma quant'è bello*.


domani si torna al lavoro

ma intanto mi curo la scottatura

ascolto il ticchettio rassicurante della mia sveglia

e finisco di godermi la giornata...

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23 mars 2014 7 23 /03 /mars /2014 00:00

dev'essere la crisi della mezza età.

vado a un concerto, anzi, AL concerto della mia vita,

quello che per un motivo o per l'altro ho sempre mancato

e mi trasformo in una 15enne

cui sfugge la lacrimuccia alla vista del suo idolo.

 

il mio amico deve avere ancora i lividi sul braccio

da quanto l'ho preso a manate ripetendo ossessivamente

*dave gahan! mioddio dave gahan!*

e continuo col mio corso di danza

e continua a farmi sorridere

e c'è un qualcuno che mi fa sorridere un po' di più...

ieri ero di nuovo adolescente,

a incontrarlo per caso e fare due chiacchiere,

darsi un contegno con una sigaretta,

liberarsi di un amico per poter parlare ancora un po' con lui,

e poi sentire le gambe che tremano e il cuore in gola.

 

dev'essere la primavera che si avvicina...

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5 décembre 2013 4 05 /12 /décembre /2013 21:22

milano una volta ancora.

novembre. ho trovato il sole e perso la voce.

e a volte è dura ripartire e lasciare indietro pezzi di me.


poi si riprende la vita di tutti i giorni.

ma dev'essere l'autunno. mi manca la voglia.

imparo a ballare, una volta la settimana,

e nonostante la goffaggine esco col sorriso.

seguo passo a passo le istruzioni della compare strega

ma l'uncinetto è un'arma difficile da maneggiare...


mi isolo un po'

e allo stesso tempo mi sento un po' sola.

le solite contraddizioni che non risolverò mai.


ma l'inverno passerà.

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18 novembre 2013 1 18 /11 /novembre /2013 20:48

Parce que chez moi à l'intérieur, il y a une zone fermée, barricadée. Depuis si longtemps que je ne sais même plus. Peut-être que je suis née avec. Une zone que je n'approche pas. Trop dangereuse. Territoire miné. Les mines je ne sais même pas où elles sont ni qui les a posées. Je les sens c'est tout. Moi je sais qu'elles sont là. Je n'en parle à personne. Parce que même ma mère ou ma sœur, elles ne comprendraient pas. Elles diraient qu'à force de lire je deviens folle ou quelque chose comme ça. Alors je me tais. Et je fais avec. Comme je peux.

 

Il n'y a que quand je travaille que je me sens protégée. Dans les livres j'oublie. Dans les livres, je respire. Il n'y a plus rien qui me menace à l'intérieur, je suis vraiment moi-même.

 

Jeanne Benameur

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20 octobre 2013 7 20 /10 /octobre /2013 22:14

il tempo passa e neanche me ne accorgo.

 

dall'ultima volta mi sembra che niente sia cambiato.

un sacco di buoni propositi che mi sa che non so tenere.

 

una vacanza in danimarca cui penso ancora oggi,

e mi ha fatto venire una gran voglia di tornarci,

e mi ha ricordato perché un giorno ho pensato di vivere lassù.

 

un'amica che mi manca e che ha sfornato il secondo nano,

lo conoscerò fra poco. un'altra che mi ha sorpreso con la sua lieta novella.

la distanza che tante volte mi pesa.

che il telefono, le chat, le mail aiutano eh

ma non sono la stessa cosa.

 

intanto mi cimento con il lindy hop.

e non è mica semplice eh.

ma mi diverto, e dimentico tutto.

 

ed è ottobre.

un mese che detesto. ma finirà anche lui.

 

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25 mai 2013 6 25 /05 /mai /2013 22:34

nostalgia e sorrisi.

saluto il cielo che mi è familiare

per tornare nelle strade in cui sono cresciuta.

saluto il fiume e torno al naviglio.

è un mondo che non mi appartiene più

eppure i legami resistono anche a questo.

faccio cose, raccatto gente (cit.)

a milano torino mestre...

aperitivi a milano, amiche chiacchiere e risate

cioccolate calde a torino sotto la pioggia, risate dal vivo con la leopardiana

spritz e vodka panna-fragola a mestre,

se non sono i subs a riunirci sarà il prosecco...

e in piazza san fedele con i panzerotti, con la tecnologia per fare invidia

e nei parchetti con poldo che ora parla e cammina

e libri nello zaino nelle parole nei pensieri.

intanto cerco di dimenticare che non è più casa mia

perché nelle parole di chi mi circonda

sento una familiarità che non è più la mia e mi fa sentire estranea.

cerco di dimenticarlo,

perché quando sarò tornata a casa tutto questo mi mancherà comunque.

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4 mai 2013 6 04 /05 /mai /2013 21:02

era nell'aria da un po'.

ma mi aspettavo qualcosa di diverso

da quello che mi ha annunciato ieri.


se riusciamo a superare questo momento difficile

comunque lui fra un anno e mezzo se ne va.

il mio capo. quello che odia sentirsi chiamare così.

quello che ha creato il progetto che ormai fa parte di me.

è stato peggio che sentirsi dire che chiudevamo.


4 anni fa è stato lui a darmi una chance

nonostante non avessi esperienza.

gli bastava un'occhiata, una mia parola per capire come stavo.

ci scambiavamo messaggini come adolescenti

guardando un programma in tv.

simili e complementari.

quando era giù cercavo di equilibrare la situazione

e se non stavo bene diceva che potevo contare su di lui.


e fra poco se ne andrà.

stanco di lavorare sempre sotto stress.

stanco di essere sempre senza un soldo.

lo capisco.

ma io non riesco a immaginarci senza di lui.


mi batterò per questa libreria che mi ha cambiato

ma non sarà più lo stesso.

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24 avril 2013 3 24 /04 /avril /2013 22:22

 

le giornate si allungano ma non sono più luminose,

ultimamente il sole si nasconde

e ho cercato di sostituirlo con le pareti di casa,

che almeno il colore delle pareti mi scaldi un po'.

oggi ha deciso di sfidare il vento, 

mi ricorda che è primavera

e lascio che le ore scorrano sul prato in riva al fiume.

 

ma la garonna è tumultuosa,

e anch'io ricomincio a sentirmi irrequieta.

il vento non riesce a soffiare via i miei pensieri.

anzi. ho l'impressione che li accumuli nella mia testa.

 

ho bisogno di nuovi progetti, nuove idee

probabilmente anche nuovi amici

per allontanare il vento una volta ancora.

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Qui Suis-Je?

  • * Rootless *

Visioni

da cornelie

 

* Rootless *

par le regard de

Cornelie

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